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IL 21
DICEMBRE 2007 RICORRONO 250 ANNI
DELLA
CONSACRAZIONE DELLA CHIESA DI SAN FILIPPO A MONDOVI'.
“L'anno del Signore 1757 addì 21 dicembre
si è fatta traslazione dei Padri e Fratelli alla nova chiesa e casa...Nel
suddetto giorno Mons. Ill.mo e Rev.mo Michele Casati, vescovo
zelantissimo di questa Diocesi e affezionatissimo alla nostra
Congregazione, alle ore sedici (ore otto antimeridiane) si è degnato di
venire alla predetta chiesa, vestito pontificalmente ha benedetto la
nuova chiesa, indi vi ha celebrato la prima volta la Santa Messa” (dal
Libro di Congregazione).

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La Congregazione dell'Oratorio di Mondovì
Notizie storiche.
Un primo tentativo di far nascere un Oratorio filippino a Mondovì si ha negli
anni 1665 e 1690 presso il quartiere del Borgatto. Il 25 Marzo del 1695 il can.
Antonio Rosa(1654-1718), a nome anche di altri due sacerdoti (Nicolò Ceva e
Giov.Battista Bertolotti) rivolge una supplica, in cui si chiede di poter vivere
in comunità alla maniera dei sacerdoti di San Filippo Neri, al vescovo diocesano
Mons. DomenicoTrucchi, che risponde il giorno dopo affermativamente (Permititur
iuxta supplicata).
L'erezione pontificia si ha col Breve di Innocenzo XII del 27 giugno 1695
(contrassegnato dal card. Albani che gli fu successore col nome di Clemente XI),
che approva la Congregazione. La primitiva sede fu una casa in Via dei Tealdi
(ora Rosa Govone) e una stanza serviva da cappella.
L'apostolato della Congregazione era l'ascolto delle confessioni, le
celebrazioni delle S.Messe e la predicazione. Tale apostolato crebbe a poco a
poco in proporzioni vastissime con la venuta in Congregazione del novello
sacerdote il Ven. Padre Giovanni Battista Trona (1682-1750), su consiglio del
Vescovo Isnardi.
Alla predicazione di ritiri e di missioni al popolo si unisce l'apostolato del
catechismo e l'attenziome ai poveri del Trona.
Ben presto la Congregazione ebbe la necessità di una nuova e più ampia sede.
Qualche casa sulla contrada grande, con i suoi cortili, e qualche orto
acquistarono ponendo in vendita la vecchia casa o ebbero in dono i Filippini; e
nel 1732 decisero di 'dare principio' alla fabbrica della nuova chiesa (Vedi:
Notizie sulla chiesa). La casa, terminata nel 1769, venne disposta in testa alla
chiesa e si sviluppò con un'ala diretta a occidente che chiudeva a nord il
cortile e lo avrebbe fatto caldo e luminoso
Con le leggi inique di Napoleone Bonaparte, in seguito alla sua campagna
militare di conquista del Piemonte e dell'Italia, la Congregazione venne
soppressa ufficialmente il 6 settembre 1802. Alcuni padri officiavano ancora la
chiesa fino al 1807, dopodichè casa e chiesa per pubblico incanto passarono a
proprietà privata.
Dopo la bufera napoleonica la Congregazione venne riaperta. 'Si ribenedisse' la
chiesa “tra l'allegrezza e il numeroso concorso dei cittadini” Solo in un
secondo tempo fu possibile rioccupare la casa; nel frattempo i padri occupavano
alcune 'stanzucce' a ridosso della chiesa. Ad interrompere la vita dei padri
intervenne una seconda soppressione, non meno dolorosa specialmente perchè
operata dal governo italiano il 29 maggio del 1855. La Congregazione venne
spogliata di tutti i suoi beni ed i padri furono privati non solo della casa, ma
anche della chiesa.
Ritornarono ancora una volta i Filippini nella loro casa e chiesa, benchè
privata di tutti i beni, e cominciarono con nuovo slancio il loro apostolato,
anche a favore dei poveri con l'opera del pane di S.Antonio. Per impulso del
Padre Pietro Arbinolo nel 1906 si decretò di iniziare l'Oratorio per i
fanciulli, che fu inaugurato solennemente il 24 marzo dell'anno successivo alla
presenza di D.Michele Rua, successore di San Giovanni Bosco, ed i fanciulli
furono chiamati figli dell'Immacolata. Il 14 settebre 1913 venne inaugurato un
nuovo grandioso fabbricato per l'Oratorio per la generosità di persone facoltose
con teatro, aule di catechismo e di gioco.
La Comunità dei Padri visse le due grandi guerre con gli immancabili stenti.
L'oratorio dei fanciulli e giovanile, secondo i nuovi orientamenti
ecclesiastici, si traferì assumendo modalità parrocchiali. La grande casa venne
trasformata in convitto, che per molti anni diede ospitalità formativa a ragazzi
e giovani, che arrivavano non solo dalle zone circostanti, ma anche dalla vicina
Liguria, per frequentare le scuole cittadine.
Ora il fabbricato dell'Oratorio, trasformato in aule, si riempie di giovani
universitari. La Comunità, oltre all'officiatura della propria Chiesa, si è
aperta al servizio parrocchiale e all'insegnamento scolastico. Amici piccoli e
'grandi' ancora frequentano la chiesa e la casa per le diverse attività.
La Madonna, al cui nome è dedicata la Chiesa detta di San Filippo, San Filippo e
il Ven. G.B. Trona proteggano questo loro casa! |
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